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Lamiere. La letteratura tra fabbrica e città

Gianmarco Pisa, (a cura di), Lamiere. La Letteratura tra Fabbrica e Città. Studi sul Romanzo Industriale in Italia
prefazione Stefano Mollica,  post-fazione Giuseppe Zollo
contributi di: Gianni De Falco e Ugo Marani, Pino De Stasio, Vincenzo Esposito, Christian Gemei, Matteo Palumbo, Silvio Perrella, Marco Viscardi
Ad est dell'equatore, Napoli, 2012, € 12,00.

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È in corso di stampa il volume: “Lamiere. La Letteratura tra Fabbrica e Città. Studi sul Romanzo Industriale in Italia” la cui pubblicazione è curata dalla casa editrice Ad est dell'equatore di Napoli.
Il libro segue la logica delle “produzioni dal basso”, ovvero sarà messo in commercio solo una volta che verranno raggiunte le duecento quote prenotate.

Per aderire all'iniziativa è necessario registrarsi al sito “produzioni dal basso”. All’atto della prenotazione non si paga nulla, e si conferma la prenotazione solo una volta che tutte le quote verranno assegnate.

Per ordinare la pubblicazione vai al link.

Pubblichiamo, per gentile concessione dell'autore, la presentazione di Gianmarco Pisa.

 

Scenari possibili nel Mezzogiorno

supermario smallLa valutazione dei possibili effetti di un Governo Monti sull’economia meridionale dipende da una serie di ipotesi cui non è possibile dare risposta oggi.

Immaginiamo, tuttavia, che esse siano soddisfatte, e cioè che un tale esecutivo sarà varato, che esso godrà della fiducia del Parlamento e che abbia il tempo necessario per varare le misure caratterizzanti del suo programma di politica economica. In tal caso è possibile ipotizzare che il Mezzogiorno goda, nell’immediato, di un paio di effetti positivi indiretti di non facile quantificazione.

 

La politica dei fatti

24_ottobre_sUn Mezzogiorno in crisi non è certo una novità. Ma con una simile asprezza e in un contesto nazionale e internazionale di una tale gravità probabilmente si.

La recessione innescata dalla finanza statunitense e la sua propagazione a un’Unione Monetaria Europea incapace di escogitare politiche che non siano meramente recessive si ripercuote, oramai per il quarto anno, sulle regioni a crescita più lenta in Europa e specie su quelle meridionali.

Non è questa l’occasione per discutere la lungimiranza e la coerenza della politica economica nazionale e comunitaria. Di certo la crisi sancisce il mancato operare di taluni meccanismi che, in un recente passato, avevano costituito una sorta di cuscinetto ammortizzatore della propagazione di cicli negativi nel Mezzogiorno.

 

 
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